BIANCO DI CAPENA DOC

BIANCO DI CAPENA DOC

Provincia

Roma

Territorio di produzione e caratteristiche

Riconosciuto come vino DOC nel 1975; ultima modifica al disciplinare 2011.

La denominazione d’origine Bianco di Capena DOC, raggruppa una serie di vini prodotti prevalentemente da uve Malvasia di Candia, Malvasia del Lazio e Malvasia Toscana, da uve Trebbiano (toscano, e giallo), con il concorso di uve dei vitigni autoctoni come il Bellone e il Bombino.

La zona di produzione comprende tutto il territorio amministrativo comunale di Capena ed in parte quello di Fiano Romano, Morlupo e Castelnuovo di Porto.

Il territorio di produzione risulta localizzato a nord est di Roma; l’area, che si estende per circa 7.500 ettari, comprende i rilievi collinari posti tra la valle del fiume Tevere ed il complesso del Vulcano Sabatino.

Proprio alla notevole attività vulcanica esercitata in passato da tale complesso si devono le particolari caratteristiche geologiche del territorio di produzione del Bianco di Capena.

Le numerose eruzioni, alcune di tipo esplosivo, oltre alla fuoriuscita di lave e alla formazione di diversi edifici vulcanici, oggi tramutatisi in alture, hanno distribuito materiali di origine vulcanica su un’area abbastanza vasta dando luogo alla formazione di un terreno ricco di depositi tufacei e lavici.

Terreni di carattere alluvionale affiorano invece in prossimità dei corsi d’acqua presenti sul territorio.

L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 5 e i 400 m s.l.m.: l’esposizione generale è orientata verso ovest.

Il clima dell’area è di tipo mediterraneo di transizione ed è caratterizzato da precipitazioni medie annue di media intensità da un’aridità estiva non molto pronunciata e da una temperatura media piuttosto elevata compresa tra i 13,7° ed i 15,2°C: freddo poco intenso da novembre ad aprile; temperatura media minima del mese più freddo dell’anno che oscilla tra 3,4° e 4,0° C.

Il contenuto in termini di minerali dei terreni vulcanici, unitamente alle caratteristiche collinari della zona di produzione e al microclima in precedenza citato favoriscono la produzione di vini di qualità.

Storia

La coltivazione della vite nella zona di produzione del Bianco di Capena ha origini antichissime e risale addirittura agli Etruschi che abitavano le terre a nord del fiume Tevere.

La stessa passa per i Romani e dal medioevo arriva fino ai giorni nostri cosi come attestato da numerosi documenti.

Gli Statuti di Castelnuovo, emanati nel 1548, trattano della vite e del vino a testimonianza dell’importanza che anche allora la vitivinicoltura rivestiva in questa zona.

Il vino è richiamato anche negli scritti del 1703 e del 1857 (il Palmieri nella Topografia statistica dello stato pontificio, riporta “l’olio di Fiano è squisito, e così il vino..”, Leprignano (l’odierna Capena) “ha un territorio feracissimo di grano, olio, vino eccellente..”, “Morlupo fornisce asssai grano, ed un esquisito e dolce vino, per la situazione delle vigne bellissime su tutte colline esposte al sole.”

Negli Atti della Giunta per l’Inchiesta Agraria e sulle condizioni della classe agricola (1883), a conferma dell’importanza che la viticoltura ha nella zona delimitata, si riporta, ..a Leprignano la vigna nel colle vale 7000 lire l’ettaro contro le 70 di Farnese e nel piano 8000 come a Marino.

Tipologie

Bianco Capena

Bianco di Capena superiore

Vitigni

Bianco Capena

Ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dai seguenti vitigni, nella percentuale appresso indicata:

Malvasia (di Candia, del Lazio e Toscana), da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 55%.

Trebbiano (toscano e giallo), da soli o congiuntamente, in misura non inferiore al 25%.

Possono concorrere inoltre alla produzione di detto vino le uve dei vitigni Bellone e Bombino (localmente noto come uva di Spagna), da soli o congiuntamente, presenti fino a un massimo del 20%.

 

Bianco di Capena superiore

Ottenuto dalle medesime uve di cui sopra ma con una gradazione minima più elevata.

Caratteristiche organolettiche

Bianco Capena

Colore: paglierino più o meno intenso.

Odore: leggermente aromatico, fine, caratteristico.

Sapore: asciutto (zuccheri riduttori fino a 4,00 g/l) o leggermente abboccato (zuccheri riduttori da 4,01 a 20,00 g/l) caratteristico e gradevole.

Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00%vol. (12,00%vol. per il Superiore);

Acidità totale minima: 4,5 g/l.

Estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.

Condividi sui social network

 

Se vuoi contribuire a far conoscere il tuo territorio e le sue eccellenze questo è il “luogo” migliore per farlo.

Segnala un evento, una ricetta, un prodotto o un luogo, attraverso parole, video e foto.





 

  Ricordami su questo computer

 

 

Seguici su...

 

facebook-64x64 linkedin-64x64 flickr-64x64
youtube-64x64 google-64x64

rss-64x64