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Il cibo locale come riscoperta del proprio Sé

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Il cibo sotto ogni sfumatura che esso tende ad assumere rappresenta psicologicamente un elemento per l’identificazione culturale e del proprio Sé.

 

Ogni individuo che si trova al di fuori del proprio contesto di appartenenza, capita che vada alla ricerca di elementi che gli facciano rivivere esperienze emotive passate. Uno di questi è il cibo in quanto esso rappresenta un elemento evocativo/affettivo. Infatti, il cibo ha una forte valenza evocativa riportando l’uomo in situazioni affettivo/relazionali a lui familiari.

 

Molti anni fa il filosofo tedesco Feuerbach scriveva che noi siamo quello che mangiamo. Pertanto, in funzione di tale affermazione, se non abbiamo coscienza e conoscenza di ciò che mangiamo di conseguenza non sapremo chi siamo.

 

Quindi, le abitudini alimentari rappresentano un'importante risorsa culturale per la costruzione di identità, memoria ed appartenenza sociale. Attraverso la conoscenza ed il processo di preparazione del cibo, si radica il proprio vissuto alimentare in uno specifico contesto storico-geografico, che tende a diventare una trasmissione di sapere e tradizioni. Infatti, quando si tende a parlare di cibo, significa accostarsi alla memoria del cibo, alla memoria del fare, del cucinare, del preparare piatti e ricette che si sono trasmessi attraverso le generazioni e si sono rielaborati con il tempo ed in base alle esperienze ed ai luoghi vissuti.

 

Sulla base delle riflessioni appena fatte si può affermare che il cibo non rappresenta esclusivamente un elemento di nutrizione, ma è anche fonte di esperienze, il fondamento di legami affettivi e sociali, ed è un mezzo per costruire il proprio Sé e raccontarsi agli altri. Per tale motivo è importante conoscere le caratteristiche e le peculiarità degli alimenti presenti nel proprio territorio, cercando di non essere riduttivi nel considerare il cibo come sinonimo di sostentamento, in quanto esso non rappresenta una mera funzione primaria a cui si pensa istintivamente, cioè “mangiare”, ma psicologicamente rappresenta anche una funzione simbolica e relazionale.

 

Il cibo è cultura, appartenenza, memoria, affetti, quindi il Cibo è Identità.

 

di Marco Masci

 

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