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Latina

Latina

Descrizione

Latina sorge su un suolo strappato dalla volontà dell’uomo alle forze ostili, anche se affascinanti della natura.
La palude infatti fin dai tempi lontani dilagava nella zona pontina, la quale era solcata dall’Appia, la prima via di penetrazione romana nel sud dell’Italia.

 

Tentativi di bonifica e di bonifiche parziali furono fatti più volte nel corso dei secoli e fra essi si ricorda in modo particolare quello avvenuto durante il pontificato di Leone X al quale fu interessato anche Leonardo da Vinci. Lavori considerevoli che ebbero benefiche conseguenze sociali, poiché furono risolte numerose liti fra cittadini che si contendevano i confini delle loro comunità nel territorio della palude, vennero realizzati per volontà del pontefice Pio VI nel 1777.

 

Con la morte di Pio VI (1799) i lavori furono quasi completamente abbandonati e le riprese successive non ebbero grandi risultati.
La bonifica integrale fu invece realizzata a partire dal 1927 dopo studi preparatori risalenti al secondo decennio del XXI secolo.
Nel 1931 fu affidata all’Opera Nazionale Combattenti la bonifica fondiaria, furono costruite così le prime case coloniche, mentre numerose zone venivano disboscate da operai immigrati da diverse Regioni italiane.

 

Il 18 dicembre 1932 si fondò la città di Latina con il nome di Littoria.
Due anni dopo, portata a termine la Bonifica integrale, Latina fu costituita capoluogo di una nuova provincia comprendente parte del territorio di Roma, Frosinone e Caserta.
Durante gli avvenimenti bellici dell’ultima guerra, precisamente fra il 1943-1944, la Provincia, come altre parti d’Italia fu duramente provata e le opere di bonifica seriamente danneggiate. Di nuovo le terre furono sommerse dalle acque malsane e con esse tornò il male millenario della palude, la malaria.

 

Passata la guerra furono intrapresi nuovi lavori che risanarono il suolo di Latina e del suo territorio a cura del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino tutt’ora operante.
L’economia pontina, nella volontà dei bonificatori, doveva avere uno sbocco tale, soprattutto nell’agricoltura da inserirsi a livello nazionale, per tale scopo venne costituito fin dal 1937 il Consorzio Agrario Provinciale che molto si adoperò per lo sfruttamento razionale dei terreni agricoli pontini.

 

Il centro urbano è testimone di molti esempi di architettura razionalista……
Il comune di Latina comprende 25 frazioni, i “borghi” che abbracciano il capoluogo, primi nuclei abitativi nati dalla bonifica, portano i nomi dei luoghi protagonisti di vicende belliche della Prima Guerra Mondiale: Bainsizza, Carso, Faiti, Grappa, Isonzo, Montello, Piave Podgora, Sabotino, San Michele, Santa Maria, le altre frazioni sono Casal delle Palme, Casal Traiano, Cerreto Alto, Chiesuola, Crocefisso, Epitaffio, Farneto, Foce Verde, Fogliano, Latina Scalo, Le Ferriere, Lido di Capo Portiere, Lido di Foce Verde, Torre Tre Ponti.

 

La vicinanza di Anzio, Nettuno, Terracina, San Felice e Sabaudia e la loro ricettività alberghiera, le consentono una funzione importante nel movimento turistico, funzione accentuata soprattutto dalla vicinanza dei centri dei Monti Lepini, ricchissimi di testimonianze storiche, antiche e medievali: lungo la Via Appia troviamo le stationes di Tripontium e di Forum Apii, ricordate dalla V satira di Orazio e a testimonianza dell’opera di bonifica di Pio VI la bellissima Chiesa del ‘700 di San Paolo a Tor Tre Ponti.

 

Compresa “turisticamente” tra due foci, quella di Astura e di Rio Martino, il versante est ricade nel comprensorio del Parco Nazionale del Circeo nel quale è inclusa la splendida Oasi di Fogliano con l’omonimo lago Costiero, la Villa inglese, l’Orto botanico e le strutture per l’animazione naturalistica e lo studio dell’ambiente. La zona di Capo Portiere, con un progetto di creazione di un’area termale di acqua minerale sulfurea ipertermale, i resti della città italica di Satricum nelle vicinanze di Borgo Montello-Le Ferriere e sempre in questa zona la Casa del Martirio di Santa Maria Goretti, uccisa quando ancora era una bambina, il 6 luglio del 1902, chiudono un percorso che si intreccia in modo armonioso con ambienti  marittimi, collinari e montani sparsi in tutto il territorio provinciale.

 

La cucina, influenzata favorevolmente  dalle “ricchezze” della materia prima presente nel suolo, riesce a combinare una varietà di ingredienti anche poveri, trasformandoli in piatti semplici ma ricchi nel gusto.
Genuina e “ruspante”: così si definisce la cucina che nella provincia di Latina è diventata autentica “bandiera” della buona tavola italiana.
La sfoglia all’uovo viene ancora tirata a mano e assume nomi diversi a seconda del posto in cui viene “ammassata”,  i sughi che l’accompagnano vanno da quelli a base di carne, più elaborati a quelli con carciofi e funghi. Oltre alla pasta all’uovo, abbondantemente condita con succulenti salse, anche i primi e i secondi piatti fanno onore alla tavola pontina

 

A Sezze molto particolari sono i “granunchi” ranocchi cotti al forno e a Campodimele troviamo invece le “ciammaruche” (lumache) cucinate in salsa di pomodoro con peperoncino piccante e foglie di timo  o in salsa verde come quelle che troviamo a Castelforte.
Famose sono le zuppe preparate in recipienti di terracotta come quella di fagioli o come quella a base di verdure e ortaggi servita su fette di pane casereccio arrostito come la Rappaga-cornuti di Roccagorga. Se aggiungiamo invece i legumi, un uovo sbattuto e una spolverata di pecorino otteniamo la Bazzoffia vera specialità di Sezze e Priverno.

 

Servita da tre pianure: l’Agro Pontino, la Piana di Fondi e Monte San Biagio e la Piana del Garigliano, la provincia di Latina abbonda di ortaggi e insalate dove meglio crescono peperoni, melanzane, carote, pomodori, cavolfiori, broccoletti, carciofi e zucchine.
Molto apprezzate sono le mozzarelle di bufala prodotte nei numerosi caseifici sparsi su tutta la Piana.

 

Nei lunghi kilometri di costa non mancano le prelibatezze marinare che dal Lido di Latina al Golfo di Gaeta, ma anche e soprattutto sulle isole Ponziane, il pescato consente di realizzare piatti prelibati come zuppe di pesce, mazzancolle allo spiedo, polipetti affogati, fritture di pesce, alici marinate, risotti alla pescatora, spaghetti alle vongole e la famosa tiella Gaetana ottenuta con due dischi di pasta cotti in forno, insaporiti con ripieno di calamari, polipetti, olive nere, uva passa e pinoli.

 

Completano il percorso culinario i vini che da bianchi a rossi vengono prodotti in tutto il territorio da Nord a Sud e da Est ad Ovest. Si va da quelli di Aprilia di Cori fino ad arrivare al sud terra.

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